11 aprile 2009

Avevo fatto questa promessa a me stessa: non volevo parlare di quanto accaduto il 6 aprile in Abruzzo. Perchè le parole in certi casi sono inutili e vale molto di più il sentire compassionevole e l'ascolto sincero, senza dire nulla. Ma a distanza di qualche giorno mi ritrovo a pensare a tutte quelle persone e al fatto che una di loro potevo essere io. E la compassione, la condivisione del dolore, si sta trasformando in una strana forma di rabbia per le morti che potevano essere evitate. Perchè in Italia quando avvengono queste tragedie , molto lo si deve all'ingordigia e all'avidità di uomini senza scrupoli. Sarebbe lunga la lista di calamità naturali che avrebbero risparmiato vite umane che invece si sono trasformate in vere e proprie tragedie: dighe mal progettate e mal costruite che hanno travolto vallate, paesi spazzati via dal fango, scuole non a norma che hanno seppellito bambini, nuovi ospedali che dovrebbero dare asilo ai malati e che invece vengono evacuati perchè inagibili. Si potrebbe continuare. Perchè così funziona in questo Paese meraviglioso, un'Italia che il mondo intero ci invidia, e che noi violentiamo quotidianamente, incuranti delle conseguenze e totalmente incapaci di assumerci la responsabilità delle nostre azioni.

Vado a dormire ben sapendo che ho un tetto sopra la testa, che ho il mio comodo letto e che al mattino mi alzerò con la gioia di un'altra giornata di quotidianità e di certezze. Ma la mia coscienza vola tra quelle persone e il mio sonno non sarà tranquillo.
E così una domanda sorge spontanea: gli uomini che in queste tragedie hanno speculato, che hanno guadagnato soldi facili , con quale coscienza vanno a dormire la notte?
Non posso che augurare a tutti questi "gentiluomini" di dormire sonni tranquilli e anche una buona pasqua!!!!

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