26 agosto 2009
Saltano subito all'occhio, quelle parole, su quel foglio bianco.Sono parole orfane, non hanno più riferimenti, non appartengono a nessuno che io ricordi . E proprio per questo assumono un valore straordinario: sono di nuovo fertili, misteriose e creative. Sono come piccoli semi dimenticati chissà dove, e di nuovo venuti alla luce, per poter germogliare....
Il caos del trasloco nasconde il quotidiano e l'abitudinario ma poi dona piccole parole luccicanti......
"Il talento spaventa .Tutta la vita così,se sei troppo fifone, il talento se ne va.Chiudi la porta, apri uno spiraglietto per vedere se nel caso è ancora lì e quello non c'è più.Parli, scrivi, è tutto vuoto.
Allora ti metti a pregare: per favore, ritorna, sarò più coraggiosa,lo prometto, non penserò più a quelle stronzate autoindulgenti, autocommiserevoli :"voglio una vita normale", "perchè proprio io". E tutti questi pensieri da sceneggiato tv. E quello non torna. Devi proprio ridurti all'osso. Arrivare a non avere più niente,a sentire che vuoi fare proprio un salto nel buio, quello che c'è, c'è.E lo devi fare in qualche modo: prima salti, poi lui torna....."
Prima puntata.