20 gennaio 2010
Mi hai fatto cadere. Rovinata giù , a terra, con tutto il tuo esserci sopra di me. Con tutta la tua volontà di far male e di farlo ben capire, che fosse chiaro e che non ci fossero fraintendimenti...
E sono rimasta immobile, ad osservare le fughe di nostalgiche piastrelle di ceramica, aspettando che diventassero altro da loro....La pelle del viso farsi gelida, morire lentamente, ascoltando il respiro sempre più nella testa, fra i capelli, nelle ossa....
Inspiro, espiro,trattengo il fiato perchè penso così di non soffrire... Ma, no, è impossibile non respirare, e così i polmoni diventano il luogo mistico della mia trasformazione.
Mando dentro aria, che arrivi dappertutto, che tocchi ogni singolo piccolo spazio del mio corpo,e che lentamente lenisca il dolore.
E ancora una volta rinasco ad una nuova vita.