4 novembre 2008
La mafia è una femmina cagna.
A capo di un branco di figli che,scodinzolanti,si mettono in fila per baciarla. Il suo bacio è l'onore.
La cagna dà ai figli il permesso di entrare. "Nel nome del Padre, del Figlio, della Madre e dello Spirito Santo. Bastona il figlio più giovane e gli mette un vestito imbrattato di sangue.Il mafioso risorge e riceve la benedizione. I fratelli lo abbracciano e comandano il giuramento: " Entro col sangue e uscirò col sangue". Così si stringe il patto.
Rielaboro il rito di affiliazione di un uomo che, giurando davanti a Dio, si consegna alla mafia.Per sempre.
Questo è il folklore,la mafia da cartolina di un "agriturismo" nelle campagne di Corleone dove si mangiano ricotta e cicoria e si recitano le preghiere con radiomaria.Ma il folklore è un fondale dipinto che serve a nascondere l'orrore, dietro il quale avviene ciò che non si può dire, che non entra neanche nelle cronache.
La mafia è il trionfo della menzogna, è il rovescio che diventa verso, il sotto che viene a galla, il basso che si fa alto, il delitto che si trasforma in regola.
Esiste a Palermo, come in tutta la Sicilia,un atteggiamento mafioso che non ha niente a che vedere con la mafia........
E' più facile incontrarlo in un'auto blu nel centro di Roma, il mafioso contemporaneo....
La mafia femmina-cagna chiede ai suoi figli di rinnegarla. Li allontana da sè per non infangare il loro nome, è una puttana che si vergogna del suo passato.
Con il sangue di vittime innocenti li ha nutriti, li ha fatti studiare, li ha nobilitati. Ora i figli sono diventati importanti. E ricoprono alte cariche.
La cagna dona ai figli l'Italia capovolta e divisa, fatta di "isuliddi c'un fannu capo a nuddu".
In questa nuova cartina geografica, la Sicilia è al nord.
Non si preoccupa più di punire la verità, quella che costò la vita a Peppino Impastato, perchè nel frattempo è riuscita a delegittimarla questa verità, screditando la magistratura e assuefacendo l'opinione pubblica all'illegalità.
di EMMA DANTE, autrice e regista teatrale siciliana.
Ho ritagliato questo articolo di giornale diverso tempo fa. E da allora lo porto con me, come un amuleto, come il simbolo di ciò che non sono e di ciò che spero di non diventare mai.
Mi fortifica sapere che ci sono persone che non si piegano all'inferno che ci circonda e che anzi lo combattono con tutto ciò che hanno a loro disposizione. Anche semplicemente la lettura di un libro che ci mostra da che parte stare e quale via seguire. Questo hanno fatto centinaia di persone con il libro di Roberto Saviano.
Per smentire quei personaggi politici che hanno detto che con la mafia bisogna imparare a convivere.