16 febbraio 2009

Esterno giorno. 4 amici in un'automobile.

In viaggio verso la montagna,alla ricerca di questo piccolo borgo semiabbandonato.
Arriviamo e subito è tutto uno stupore.Torniamo piccoli, bambini sulla neve,che scoprono luoghi misteriosi e fantastici.Due cani curiosi ci vengono incontro, ci studiano e ci annusano,hanno poca fiducia, poi si girano ad un richiamo e corrono via, lasciando le loro orme sulla neve.Questo piccolo mucchietto di case vuote ci riporta ad un passato rumoroso,fatto di voci,di colori,di gente che anticamente era numerosa ed ora è come inghiottita dalla terra.
Sembra di vivere in una favola dove la strega cattiva con un suo incantesimo si è divertita ed ha addormentato tutti. Noi, gli unici superstiti,ci muoviamo circospetti ,desiderosi di aggiustare l'orologio che si è fermato.

Interno giorno. 5 amici di fronte ad un caminetto.

Le parole arrivano facilmente,si profumano di tante variazioni .
Idee buttate là, per caso,che un giorno troveranno corpo . Così alcuni bicchieri antichi diventano delle sacre coppe e cialde di riso soffiato si trasformano in ostia.
E' una celebrazione essenziale del valore dell'uomo,del suo mistero in questo mondo.
Una liturgia in cui ritrovare i gesti minimi che ci ricongiungano alla terra e alle sue leggi,rendendoci santi e guerrieri.


Esterno notte. Da sola con me stessa.

Affiorano cose luminose,percorsi da esplorare e particelle di cosmo.
Forse,finalmente,l'esistenza.

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